La coltivazione del riso e uno dei pilastri della sicurezza alimentare globale e sostiene quotidianamente miliardi di persone. In questo articolo esploriamo dove e piu diffusa nel 2026, quali regioni guidano i raccolti, come cambiano le tecniche e quali tendenze di commercio e prezzi stanno ridefinendo il mercato. I dati citati fanno riferimento a fonti come FAO, IRRI, USDA, IGC, Eurostat e Istat.
Panorama mondiale 2026: dove il riso e piu diffuso
Il riso e coltivato in oltre 100 paesi, ma la concentrazione e nettamente asiatica. FAO e USDA indicano che nel biennio 2024-2025 la produzione mondiale di risone (paddy) si e mossa tra circa 780 e 790 milioni di tonnellate; per il 2026 le stime preliminari mantengono una forchetta di 785-805 milioni di tonnellate, equivalenti a circa 515-530 milioni di tonnellate di riso lavorato. Oltre l’89-90% della produzione e dei consumi si colloca in Asia, mentre Africa e Americhe aumentano il peso relativo. La superficie mondiale a riso e stimata intorno a 165-170 milioni di ettari, con rese medie globali nell’ordine di 4,6-4,8 tonnellate/ha di risone, valori che oscillano in funzione di meteo e input.
L’International Rice Research Institute (IRRI) sottolinea che oltre 3,5 miliardi di persone dipendono dal riso come alimento base, e la crescita demografica in Asia e Africa mantiene alta la domanda. Dal lato dei mercati, il commercio internazionale nel 2026 si colloca, secondo IGC e FAO, su 54-56 milioni di tonnellate (base lavorata), con una geografia degli scambi dominata da pochi grandi esportatori e molti importatori netti. Questa struttura spiega perche shock climatici o misure di politica commerciale in pochi paesi possano spostare rapidamente prezzi e disponibilita globali.
Asia orientale e sud-orientale: i poli principali della risicoltura
L’Asia orientale e sud-orientale e il cuore della coltivazione del riso. La Cina e l’India restano i giganti produttivi: nel 2026, stime comunicate da USDA e FAO collocano la Cina su 205-215 milioni di tonnellate di risone e l’India su 195-205 milioni, con variazioni dovute a meteo e politiche commerciali. Indonesia, Bangladesh e Vietnam formano un secondo blocco potente, mentre Tailandia e Pakistan sono cruciali dal lato export. Filippine e Malesia restano importatori netti, ma investono in autosufficienza con programmi di miglioramento varietale e irrigazione.
Pesi massimi 2026 (stime):
- Cina: 205-215 Mt risone, rese medio-alte grazie a irrigazione e ibridi
- India: 195-205 Mt risone, grande variabilita per monsoni e politiche
- Indonesia: 54-57 Mt risone, forte spinta su intensificazione sostenibile
- Bangladesh: 38-40 Mt risone, rese in crescita con varieta resilienti
- Vietnam: 43-45 Mt risone, export stabile su risi bianchi e aromatici
- Tailandia: 30-32 Mt risone, leadership in export premium 5% broken
IRRI evidenzia come pratiche quali AWD (alternate wetting and drying) e varieta piu tolleranti a siccita e salinita stiano consentendo a paesi costieri come Vietnam e Bangladesh di stabilizzare rese in presenza di innalzamento del livello del mare e intrusioni saline. Sul fronte del commercio, IGC rileva che Tailandia e Vietnam insieme coprono nel 2026 intorno al 30-35% delle esportazioni mondiali, indirizzando i prezzi benchmark dell’Asia.
Sud Asia, monsoni e volatilita: tra autosufficienza e mercato
Nel Sud Asia la diffusione del riso e capillare, ma i monsoni dettano ancora la regola. L’India ha introdotto nel 2023 restrizioni all’export di alcune tipologie per proteggere i prezzi interni, con effetti sul commercio che si sono protratti fino al 2024. Nel 2026, gli operatori riportano una normalizzazione delle disponibilita esportabili, ma con cautela: un monsone piu debole o troppo intenso puo ridurre le rese di 5-10% su vaste aree. Bangladesh ha continuato ad accrescere la produzione grazie a irrigazione invernale (Boro) e varieta ad alto rendimento, mentre Pakistan, dopo eventi alluvionali nel 2022, ha recuperato output e quote export su 2024-2026.
In numeri indicativi, il blocco Sud Asia (India, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka, Nepal) rappresenta nel 2026 oltre il 45% della produzione mondiale di risone e una quota simile dei consumi. USDA segnala rese medie variabili: India 4,0-4,5 t/ha, Bangladesh 4,5-4,8 t/ha, Pakistan 3,8-4,3 t/ha, con potenziali di crescita legati a sementi certificate, meccanizzazione e fertilizzazione di precisione. La resilienza climatica e un asse strategico: IRRI e FAO promuovono la diffusione di varieta tolerant to submergence (come le linee derivate da Sub1) che consentono di assorbire meglio gli shock di sommersione durante eventi estremi, mantenendo le superfici coltivate nelle pianure alluvionali.
Africa: espansione delle superfici e riduzione del gap di import
L’Africa sta ampliando la propria impronta risicola per contenere il deficit commerciale. AfricaRice (istituzione panafricana di ricerca) indica un incremento delle rese medie e della superficie irrigata in Africa occidentale e orientale. Nel 2026 la produzione africana di risone e valutata attorno a 42-45 milioni di tonnellate, in progresso rispetto a 2020-2022, ma i consumi crescono ancora piu rapidamente per urbanizzazione e cambiamenti nelle diete. Paesi come Nigeria e Costa d’Avorio puntano su filiere integrate e riserie moderne, mentre l’Egitto rimane un caso di rese alte grazie a irrigazione controllata nel delta del Nilo.
Paesi africani in evidenza (2026, stime):
- Nigeria: 9-11 Mt risone, maggiore uso di varieta NERICA e meccanizzazione
- Egitto: 5-6 Mt risone, rese tra le piu alte del continente
- Costa d’Avorio: 2-3 Mt risone, forte crescita della risicoltura pluviale
- Tanzania: 2-3 Mt risone, espansione in bacini interni e sistemi irrigui
- Senegal: 1-1,5 Mt risone, investimenti nell’area del delta del fiume Senegal
- Madagascar: 4-4,5 Mt risone, grande potenziale ma logistica sfidante
FAO e AfricaRice promuovono pacchetti tecnologici adattati al contesto locale: miglioramento dei sistemi di semina in asciutta, gestione dell’acqua, essiccazione post-raccolta e riduzione delle perdite, che in alcune filiere superavano il 10-15%. L’obiettivo per molti governi nel 2026 e ridurre la dipendenza dall’import di 1-2 punti percentuali, proteggendo il potere d’acquisto urbano e la stabilita dei prezzi.
Americhe: specializzazione e export dal Southern Cone agli USA
Nelle Americhe la coltivazione del riso e meno diffusa che in Asia, ma altamente specializzata e orientata all’export. Il Brasile guida la regione per volume, con 10-12 milioni di tonnellate di risone nel 2026 nonostante le anomalie meteo osservate negli ultimi anni; segue gli Stati Uniti con 9-10 Mt, grazie a rese elevate in Arkansas, California, Louisiana e Texas. L’Argentina, l’Uruguay e il Paraguay alimentano l’export del Mercosur, mentre Guyana e Suriname mantengono ruoli importanti nei Caraibi. Secondo USDA, le rese statunitensi superano sovente 7-8 t/ha, sostenute da ricerca e irrigazione a risaia livellata.
Il mercato americano appare trainato da risi a grana lunga e media e da standard qualitativi stabili, con una quota export significativa verso Messico, America Centrale e Medio Oriente. Nel 2026, IGC stima le esportazioni combinate di Brasile, Stati Uniti e Uruguay in un range di 14-17 milioni di tonnellate (base lavorata), con prezzi influenzati dai benchmark asiatici ma anche da costi logistici interni. Le innovazioni di precisione (mappatura suolo, semina a rateo variabile, gestione N) e l’adozione di pratiche di irrigazione a scorrimento ottimizzato riducono i consumi idrici e migliorano la resa economica per ettaro.
Europa e Italia: nicchie di qualita e leadership europea
In Europa la coltivazione del riso e concentrata nel bacino mediterraneo: Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Francia. Eurostat indica per l’UE una produzione complessiva nell’ordine di 2,8-3,1 milioni di tonnellate di risone sulle campagne recenti; l’Italia copre storicamente oltre il 50% del riso europeo grazie alle risaie irrigue del Nord. Nel 2026 il comparto italiano si mantiene su superfici attorno a 210-230 mila ettari, con produzione di 1,3-1,6 milioni di tonnellate di risone secondo stime coerenti con i dati Istat delle ultime annate e con l’andamento idrico piu favorevole rispetto al 2022.
Fari della risicoltura italiana:
- Piemonte (Vercelli, Novara): cuore storico con varieta da risotti
- Lombardia (Pavia, Milano): alta meccanizzazione e rese elevate
- Veneto e Emilia-Romagna: presenza mirata su segmenti di qualita
- Sardegna: produzioni speciali e sperimentazioni varietali
- Varieta pregiate: Arborio, Carnaroli, Vialone Nano, Roma
La domanda interna ed europea privilegia risi da risotto e parboiled, mentre cresce l’interesse per segmenti integrali e a residuo ridotto. L’UE sostiene la sostenibilita con misure agro-climatico-ambientali e, secondo Eurostat e JRC, la diffusione di tecnologie di monitoraggio satellitare contribuisce a gestire risorsa idrica e controlli fitosanitari. Le filiere DOP/IGP e i protocolli di tracciabilita rafforzano il posizionamento premium sui mercati.
Tecniche di coltivazione e innovazioni: dall’acqua alle emissioni
La diffusione del riso varia anche in funzione delle tecniche adottate. Il sistema sommerso tradizionale resta prevalente in Asia, mentre in aree con scarsita idrica cresce l’interesse per pratiche come AWD e riso aerobico. IRRI e la Sustainable Rice Platform (SRP) promuovono standard agronomici che riducono l’uso di acqua del 15-30% e le emissioni di metano del 20-50% senza penalizzare le rese, offrendo anche strumenti di verifica indipendente. L’adozione di varieta ibride e l’editing genetico accelerano l’adattamento a siccita, salinita e temperature estreme, aspetti critici nel 2026.
Innovazioni chiave in diffusione (2024-2026):
- AWD: alternanza asciutta-bagnata per risparmiare acqua e tagliare CH4
- SRI: impianti rado-giovani, suoli aerati, resa potenzialmente piu alta
- Varieta ibride e tolerant a salinita/siccita (pipeline IRRI e partner)
- Riso aerobico in rotazione secco-umido dove l’acqua e limitata
- Digital farming: sensori, droni, immagini satellitari per dosi mirate
- Standard SRP e strumenti di misurazione LCA per la filiera
FAO e partner multilaterali sostengono nel 2026 programmi di capacity building su gestione dell’acqua, nutrienti e post-raccolta in Asia e Africa. Nei paesi industrializzati, incentivi al taglio emissioni e certificazioni di sostenibilita stanno creando premi di prezzo per i lotti che rispettano gli standard SRP o equivalenti, spingendo l’adozione di pratiche migliori anche dove la coltivazione e gia consolidata.
Commercio e prezzi nel 2026: flussi e punti di riferimento
Il commercio di riso e dominato da pochi grandi esportatori. Nel 2026, secondo IGC e FAO, gli scambi globali raggiungono 54-56 milioni di tonnellate (base lavorata). Tailandia e Vietnam guidano congiuntamente oltre 15 milioni di tonnellate, seguiti da India (volumi variabili in base alle politiche), Pakistan (5-6 Mt) e Stati Uniti (2,5-3,5 Mt). Dal lato import, Cina, Filippine, Indonesia, Bangladesh e Nigeria figurano regolarmente tra i principali acquirenti. Le rotte chiave restano Asia-Africa e Asia-Medio Oriente, con il Mediterraneo servito in parte da export asiatico e in parte da produzioni europee.
Indicatori di prezzo e tendenze 2026:
- Indice FAO del prezzo del riso: livello medio 2026 stimato su 150-160 punti
- Thailand 5% broken: 580-620 USD/t nella prima meta del 2026
- Fratturato Vietnam 5%: leggermente inferiore al Thailand 5%, sconto 5-15 USD/t
- Basmati (India/Pakistan): premio significativo, spesso > 900 USD/t
- Parboiled: sconti/premi variabili secondo qualita e destinazione
Le politiche interne pesano: quando l’India limita l’export, il benchmark thailandese sale; quando la disponibilita dal Pakistan aumenta, gli spread si riducono. FAO e IGC raccomandano trasparenza e coordinamento per contenere la volatilita. Per i paesi importatori vulnerabili, gli strumenti di appalto anticipato e i fondi di stabilizzazione possono mitigare i picchi. Per i produttori, contratti forward e assicurazioni indice-climatiche aiutano a gestire i rischi di prezzo e meteo, favorendo una diffusione piu stabile della coltura nelle aree marginali.
Prospettive 2026-2030: dove crescera maggiormente la coltivazione
Guardando al medio periodo, la diffusione del riso aumentera soprattutto in Africa occidentale e orientale, nelle pianure fluviali del Sud-Est asiatico e in alcuni bacini dell’America Latina con nuove infrastrutture irrigue. FAO e IRRI stimano margini di crescita di 0,3-0,5 t/ha nelle rese medie mondiali grazie a sementi migliorate, gestione idrica intelligente e digitalizzazione, con un’attenzione crescente alla riduzione di metano e all’efficienza nell’uso dell’azoto. In parallelo, Europa e Stati Uniti tenderanno a consolidare la qualita piu che i volumi, valorizzando segmenti premium e certificazioni.
Nell’anno 2026, la mappa della diffusione vede dunque l’Asia saldamente al comando per superfici e produzioni, l’Africa in accelerazione strutturale e le Americhe come hub esportatori tecnologicamente avanzati. La direzione di marcia sara dettata da acqua, clima e innovazione: dove infrastrutture, ricerca e mercato si allineano, la coltivazione del riso si diffonde e crea valore; dove mancano, rimane vulnerabile a shock di meteo e prezzi, richiedendo il supporto coordinato di governi e organismi internazionali.


