Decreto Bollette, nuovo rinvio in Consiglio dei ministri: cosa prevede il tetto al gas
Il 5 novembre 2026 il Consiglio dei ministri ha rinviato di nuovo il decreto Bollette. In bozza un tetto al gas per le centrali a 58,9 euro al megawattora.

Il decreto Bollette dovrà aspettare ancora. Giovedì 5 novembre 2026 il Consiglio dei ministri ha rinviato alla prossima seduta l'esame del decreto-legge con le misure urgenti per ridurre il costo dell'energia elettrica e del gas a favore di famiglie e imprese. È il secondo slittamento: il testo era già stato tolto dall'ordine del giorno il 28 ottobre, nella stessa riunione che aveva approvato la manovra 2027.
Perché il testo si è fermato
Secondo le ricostruzioni dell'ANSA e del Quotidiano Nazionale, a frenare il provvedimento sono stati i dubbi della Ragioneria generale dello Stato sulle coperture di una parte delle misure. Da Palazzo Chigi è arrivata una spiegazione sintetica: servono ulteriori approfondimenti. Fonti di governo citate dall'ANSA indicano che il testo potrebbe tornare in Consiglio dei ministri già lunedì 9 novembre, ma la data non è ufficiale.
Cosa prevede la bozza
Il cuore del decreto, secondo le ipotesi circolate nei giorni scorsi, è un tetto al prezzo del gas usato nelle centrali termoelettriche, fissato a 58,9 euro al megawattora sul modello già adottato in Spagna. Il limite durerebbe 12 mesi, con la possibilità di arrivare fino a 18, e scatterebbe dal 1° gennaio 2027.
Il meccanismo non mette un limite diretto alle tariffe pagate dalle famiglie, ma agisce sul prezzo all'ingrosso dell'elettricità. Le stime riportate da Sky TG24 parlano di un risparmio in bolletta intorno al 10%, che riguarderebbe soprattutto i clienti con contratti a prezzo indicizzato. Per chi ha un'offerta a prezzo fisso non sono previste riduzioni automatiche.
Cosa resta da chiarire
Il nodo principale riguarda chi pagherà la differenza tra il prezzo di mercato del gas e il tetto: le ipotesi in discussione prevedono di dividere il costo tra i produttori di energia e le bollette dei clienti, con il rischio che una parte del risparmio venga riassorbita. Finché il decreto non sarà approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, cifre e regole restano una proposta e potranno cambiare.
Fonti: ANSA · Quotidiano Nazionale · Sky TG24





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