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Separazione dei beni: come funziona e come si sceglie

Comunione legale o separazione dei beni? Come funzionano i due regimi, come si sceglie il giorno delle nozze e come si cambia dopo il matrimonio.

Statuine di un uomo e una donna su pile di monete

Quando due persone si sposano in Italia, la legge stabilisce anche come verranno gestiti i loro beni. Se non dicono nulla, scatta la comunione legale; se lo dichiarano, possono scegliere la separazione dei beni. È una decisione che pesa sulla casa che comprerete, sui risparmi e perfino sui debiti, eppure molte coppie la prendono in pochi secondi, davanti al celebrante, senza averne mai parlato con calma. In questa guida vediamo come funzionano i due regimi, come si sceglie e come si cambia idea dopo il matrimonio.

Comunione legale: cosa succede se non scegliete nulla

Il regime che si applica in automatico, sia con il matrimonio civile sia con quello religioso valido anche per lo Stato, è la comunione legale. Come spiega la scheda sul regime patrimoniale del Comune di San Giuliano Milanese, gli acquisti fatti dopo le nozze diventano di entrambi i coniugi in parti uguali, anche se a pagare è stato uno solo.

In comunione entrano anche le aziende costituite dopo il matrimonio e gestite insieme. Altri beni, come i proventi dell'attività separata di ciascuno o i frutti dei beni personali, diventano comuni solo se non sono stati consumati quando la comunione si scioglie: è la cosiddetta comunione de residuo.

Restano invece personali i beni posseduti prima del matrimonio, quelli ricevuti in donazione o in eredità, gli oggetti di uso strettamente personale, i beni che servono per la professione e i risarcimenti dei danni. Anche ciò che si compra con il ricavato della vendita di un bene personale può restare personale, ma solo se lo si dichiara nell'atto di acquisto; quando si tratta di immobili, all'atto deve partecipare anche l'altro coniuge.

Nella gestione quotidiana gli atti di ordinaria amministrazione possono essere compiuti da ciascun coniuge, mentre quelli straordinari, come la vendita di una casa in comunione, richiedono il consenso di entrambi.

Separazione dei beni: come funziona

Con la separazione dei beni ciascun coniuge resta l'unico proprietario di ciò che acquista, prima e durante il matrimonio, e lo amministra in autonomia. Se uno dei due compra un appartamento a suo nome, l'appartamento è suo e sarà lui a decidere se e quando venderlo.

C'è però un dettaglio da conoscere. I beni di cui nessuno dei due riesce a dimostrare la proprietà esclusiva si presumono comuni, in parti uguali. Per questo conviene conservare ricevute, fatture e contratti degli acquisti più importanti, soprattutto per arredi e oggetti di valore che entrano in casa senza un atto formale.

Un coniuge può anche affidare all'altro, con una procura, l'amministrazione dei propri beni. In questo caso chi amministra deve rendere conto dei frutti della gestione, cioè di quanto i beni hanno reso.

Comunione o separazione dei beni: il confronto

AspettoComunione legaleSeparazione dei beni
Quando si applicaIn automatico, se non si sceglie altroSolo con una scelta espressa
Acquisti fatti durante il matrimonioDi entrambi in parti ugualiDi chi li acquista
Beni avuti prima delle nozze, donazioni ed ereditàRestano personaliRestano personali
Vendita di un immobileServe il consenso di entrambi se il bene è in comunioneDecide il proprietario
Come si sceglieNessun documentoDichiarazione al celebrante o atto dal notaio

Come si sceglie la separazione dei beni il giorno del matrimonio

Il momento più semplice è la celebrazione stessa. Basta dichiarare la scelta al celebrante, cioè all'ufficiale di stato civile, al parroco o al ministro di culto, che la inserisce nell'atto di matrimonio. Non servono altri documenti e non c'è un atto notarile da preparare. Le indicazioni pratiche sono riassunte anche nella pagina del Comune di Este sulla scelta del regime patrimoniale.

Consiglio: parlatene qualche settimana prima delle nozze, non il giorno stesso. Mettete sul tavolo cosa possedete già, se uno dei due ha un'attività in proprio, se pensate di comprare casa e con quali risparmi. Arrivare alla cerimonia con una scelta condivisa evita incomprensioni e decisioni prese di fretta.

Cambiare regime dopo le nozze

La scelta non è definitiva. In qualsiasi momento i coniugi possono passare dalla comunione alla separazione con una convenzione matrimoniale stipulata davanti al notaio, con atto pubblico e alla presenza di due testimoni. Il notaio trasmette poi l'atto all'ufficiale di stato civile del Comune in cui è stato celebrato il matrimonio, che lo annota a margine dell'atto.

L'annotazione è importante: la separazione e le altre convenzioni che modificano il regime legale producono effetti verso i terzi, per esempio verso banche e creditori, solo dalla data in cui vengono annotate. Chi deve dimostrare il proprio regime patrimoniale può chiedere in Comune un estratto riassuntivo dell'atto di matrimonio.

Quando si passa alla separazione, la comunione legale si scioglie: i beni acquistati fino a quel momento restano di entrambi, ma in comunione ordinaria, mentre gli acquisti successivi appartengono a chi li fa. La comunione si scioglie anche per altre cause, tra cui la separazione personale dei coniugi, il divorzio e la morte di uno dei due.

Unione civile, fondo patrimoniale e altri casi

Le stesse regole valgono, in gran parte, per le unioni civili. La legge 76 del 2016 sulle unioni civili prevede che, in mancanza di una diversa convenzione, il regime sia la comunione dei beni, e richiama le norme del codice civile su forma e modifica delle convenzioni patrimoniali.

Esiste poi il fondo patrimoniale, uno strumento diverso che può affiancare sia la comunione sia la separazione. Si costituisce con atto notarile e serve a destinare alcuni beni, come immobili, auto o titoli, ai bisogni della famiglia. Quei beni possono essere aggrediti dai creditori solo per debiti legati ai bisogni familiari, salvo il caso del creditore che non sapeva che il debito era estraneo a quegli scopi.

Ogni coppia ha una storia patrimoniale diversa: per valutare la soluzione più adatta, soprattutto se ci sono immobili, un'impresa o figli da precedenti relazioni, è bene confrontarsi con un notaio o con un avvocato.

Domande frequenti

La separazione dei beni costa qualcosa se la scelgo al matrimonio?

Al momento delle nozze la scelta si fa con una semplice dichiarazione al celebrante, inserita nell'atto di matrimonio, senza bisogno del notaio. L'intervento notarile, con i relativi costi, serve invece se si cambia regime dopo il matrimonio.

Con la separazione dei beni cambia qualcosa per i debiti?

Con la separazione ciascuno resta titolare dei propri beni e li amministra da solo. La differenza si vede soprattutto in comunione legale, dove i beni comuni rispondono direttamente dei debiti contratti nell'interesse della famiglia e, solo in via sussidiaria, di quelli personali di un coniuge, dopo che il creditore ha cercato di soddisfarsi sui beni personali del debitore.

Si può scegliere il regime anche con un matrimonio in chiesa?

Sì. Nel matrimonio religioso con effetti civili la dichiarazione si rende al parroco o al ministro di culto, che la riporta nell'atto. Senza dichiarazione si applica la comunione legale.

Come si scopre in quale regime si è sposati?

Si può chiedere al Comune un estratto riassuntivo dell'atto di matrimonio. Se al momento delle nozze è stata mantenuta la comunione e non ci sono state convenzioni successive, l'estratto non riporta annotazioni sul regime.

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