Convivenza

Stato di famiglia: cos'è e come si richiede quando si convive

Cosa attesta lo stato di famiglia, come si scarica dall'ANPR, quando basta l'autocertificazione e perché conta per l'ISEE quando si va a vivere insieme.

Pantofole da casa su un pavimento di legno

Lo stato di famiglia è uno dei documenti che una coppia incontra più spesso, soprattutto nei mesi in cui si va a vivere insieme: serve per una pratica in banca, per l'ISEE, per un contratto o per dimostrare chi abita sotto lo stesso tetto. Eppure in molti non sanno bene che cosa attesti, come si ottenga e quando basti un'autocertificazione. Ecco una guida pratica, pensata per chi sta costruendo una casa in due.

Che cos'è lo stato di famiglia

Lo stato di famiglia fotografa la composizione della cosiddetta famiglia anagrafica, cioè l'elenco delle persone che il Comune registra come residenti nella stessa abitazione. La definizione si trova nel regolamento anagrafico del 1989 (DPR 223/1989): è famiglia un insieme di persone legate da matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, che coabitano e hanno dimora abituale nello stesso Comune.

Due dettagli sono utili da conoscere. Il primo: una famiglia anagrafica può essere formata anche da una sola persona. Il secondo: non conta il nome sul contratto d'affitto o sull'atto di acquisto, ma la situazione registrata all'anagrafe. Il certificato, infatti, deve riportare la composizione della famiglia così come risulta dai registri nel giorno in cui viene rilasciato.

Stato di famiglia e convivenza: cosa cambia quando si va a vivere insieme

Quando due partner prendono la residenza nella stessa casa, entrano a far parte della stessa famiglia anagrafica, perché li unisce un legame affettivo. Il cambio va dichiarato al Comune entro 20 giorni dal trasferimento. Nella scheda di famiglia compare un intestatario, che è la persona indicata al momento della costituzione del nucleo; se non c'è un'indicazione condivisa, l'ufficio la intesta al componente più anziano. Le dichiarazioni anagrafiche, però, può renderle ogni componente, per sé e anche per le variazioni che riguardano gli altri.

Essere nello stesso stato di famiglia non equivale a essere conviventi di fatto. La legge 76 del 2016 riconosce come conviventi di fatto due persone maggiorenni unite da un legame stabile di coppia e di reciproca assistenza, senza vincoli di parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile. Per accertare la stabile convivenza la legge rimanda proprio alle dichiarazioni anagrafiche: per risultare conviventi di fatto, i due partner rendono un'apposita dichiarazione davanti all'ufficiale d'anagrafe, e il Comune può poi rilasciare un certificato che la attesta.

E i coinquilini? Persone che vivono allo stesso indirizzo senza legami di parentela o affettivi possono restare in stati di famiglia separati: la separazione delle schede è possibile solo quando questi vincoli mancano, e la decide l'ufficio anagrafe.

Come si richiede il certificato di stato di famiglia

Le strade sono due. La più rapida è online, sul portale dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), accedendo con SPID, CIE o CNS, un servizio attivo dal 2021 che molti Comuni descrivono nelle loro pagine dedicate ai certificati anagrafici online: il certificato si può scaricare per sé o per i componenti della propria famiglia anagrafica, e si ottiene subito in formato PDF. In alternativa ci si rivolge allo sportello anagrafe del proprio Comune, dove possono essere chiesti anche piccoli diritti di segreteria.

Al momento della richiesta bisogna scegliere tra bollo e carta libera. Il certificato in bollo richiede una marca da 16 euro; la carta libera è ammessa solo per gli usi esenti previsti dalla legge, che vanno indicati nella richiesta. Come spiega ad esempio la scheda dei certificati anagrafici di un Comune lombardo, i certificati anagrafici valgono tre mesi dalla data di rilascio.

DocumentoChi lo rilasciaA cosa serveDa sapere
Certificato di stato di famigliaComune o portale ANPRRapporti tra privati (banche, notai, assicurazioni)Bollo da 16 euro salvo usi esenti; vale tre mesi
Autocertificazione dello stato di famigliaIl cittadino stessoPubbliche amministrazioni e gestori di pubblici serviziHa lo stesso valore del certificato; dichiarare il falso ha conseguenze penali
Certificato storico di stato di famigliaComuneRicostruire com'era composta la famiglia in passatoSi chiede all'ufficio anagrafe del Comune
Certificato di convivenza di fattoComuneDimostrare la dichiarazione resa secondo la legge 76/2016Presuppone la dichiarazione all'ufficio anagrafe

Quando basta l'autocertificazione

Dal 2012 i certificati rilasciati dai Comuni valgono solo nei rapporti tra privati e portano una dicitura che ne vieta l'uso con la pubblica amministrazione. Con uffici pubblici, scuole, Inps o gestori di pubblici servizi si usa quindi la dichiarazione sostitutiva di certificazione prevista dal testo unico sulla documentazione amministrativa, il DPR 445/2000: la si compila e si firma in prima persona. Gli enti pubblici sono tenuti ad accettarla e possono effettuare controlli su quanto dichiarato.

Il certificato vero e proprio resta necessario quando a chiederlo è un soggetto privato, per esempio una banca durante l'istruttoria di un mutuo o un notaio.

Consiglio: appena fatto il cambio di residenza, scaricate un certificato dal portale ANPR per controllare che la nuova famiglia anagrafica risulti corretta. Un errore scoperto il giorno in cui serve l'ISEE o la pratica del mutuo fa perdere tempo prezioso.

Stato di famiglia e ISEE: perché conta per la coppia

La composizione anagrafica non è solo una formalità. Ai fini dell'ISEE, il nucleo familiare è formato dai componenti della famiglia anagrafica alla data in cui si presenta la DSU. Per una coppia che va a convivere significa che, una volta nello stesso stato di famiglia, i redditi e i patrimoni di entrambi entrano nello stesso indicatore, con effetti su bonus, agevolazioni e tariffe legate all'ISEE.

Per le coppie sposate le regole sono più rigide: in linea generale i coniugi fanno parte dello stesso nucleo ISEE anche quando hanno residenze diverse, salvo i casi previsti dalla normativa. Prima di prendere decisioni sulla residenza pensando all'ISEE, è bene farsi spiegare la propria situazione concreta da un CAF o dall'ufficio anagrafe del Comune.

Domande frequenti

Lo stato di famiglia si può scaricare gratis?

Dal portale ANPR non si pagano diritti di segreteria, ma resta l'imposta di bollo da 16 euro, salvo che il certificato serva per uno degli usi esenti previsti dalla legge.

Quanto dura il certificato di stato di famiglia?

Tre mesi dalla data di rilascio. Se nel frattempo nulla è cambiato, l'interessato può dichiararlo in fondo al certificato scaduto, che resta così utilizzabile.

Due fidanzati che vivono insieme sono automaticamente conviventi di fatto?

Non in automatico. Risultano nella stessa famiglia anagrafica, ma per essere registrati come conviventi di fatto ai sensi della legge 76/2016 rendono l'apposita dichiarazione all'ufficio anagrafe, che il Comune può attestare con un certificato specifico.

Si può chiedere lo stato di famiglia di un'altra persona?

Il regolamento anagrafico prevede che l'ufficiale d'anagrafe rilasci i certificati a chiunque li richieda, salvo i limiti di legge. Online, invece, il portale ANPR consente di richiederlo per sé e per i componenti della propria famiglia.

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